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Modificate in Lumia Selfie

Le 23. 22: il telefono vibra brevemente.

Sarà un messaggio, penso. A quest’ora non mi contatta nessuno fuorché la mia migliore amica. Sarà lei, mi risolvo. Senza fretta finisco di leggere il capoverso del libro, infilo il segnalibro, lo poso accanto a me, prendo il cellulare… come sospettavo c’è un messaggio. Non è un messaggio Whatsapp, però… è proprio un SMS… non è la mia amica, chi sarà?

Apro il messaggio:

Buonanotte stella del sud

Rimango a fissare lo schermo… basita! Una parte di me vorrebbe urlare e lanciare il telefono contro il muro (evito di farlo… rifletto: non posso permettermi uno smartphone nuovo al momento!)

Sono mesi che non ci sentiamo, mesi di assoluta assenza… di assoluta latenza e latitanza e… ora? Ora, poche precise parole…precisissime, capaci in un soffio di abbattere le difese. Che faccio? Gli rispondo… sì, ma cosa? Potrei rispondergli: «Peccato tu non abbia voluto seguirmi…» no… acida! …Beh, magari non è ancora tutto perso…in tutta onestà, sento ancora la sua presenza in qualche anfratto di me, forse dovrei rispondere: «Seguimi!»

La memoria scherza con le mie emozioni iniettando loro una soluzione a base di nitrato d’argento e sali alogenuri e negativi di ricordi riemergono da stanze che speravo di aver chiuso a chiave.  Riemergono le tue mani che inseguono arpeggi di pensieri, riemergono gli occhi di chi sa cosa vuole e sa come ottenerlo, riemerge il sorriso sfrontato della provocazione sottintesa al gusto di caffè, riemerge il sapore del pane consumato su panchine fredde sotto cieli di tutti i colori, riemerge la quiete del lago del tuo abbraccio, riemerge il vino rosso che respira in ampie polle trasparenti, riemerge un seno che esonda da un coppa poco attenta, riemerge la eco turgida di corpi cavernosi in preda a un edonistico piacere. Ritornano le lacrime e le strette allo stomaco, ritornano frasi perfette, discorsi logici subito smarriti al risveglio… perché non ce la faccio a non pensare e ripensare.

Qualcosa, no… non l’anima, qualcosa… dentro punge… fa male.

… è quasi mezzanotte.

No.

Poso il telefono dov’era. Non risponderò. E non so se la mia sia una scelta di pura paura o di estremo coraggio.

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