Sua Altezza, é sicura di questo genere?

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Ragioniamo per compartimenti stagni.

Non è colpa nostra, almeno non del tutto.

In parte è questione di abitudine, in parte ci conviene, in parte dipende da retaggi atavici… ma, a pensarci, chi stabilisce che in ogni bambina abiti una principessa? Che il regalo più gradito sia una bambola? Che le bimbe debbano giocare con pentole e assi da stiro, invece i bimbi con macchine e pistole?

La frase sulla foto mi ha dato molto da pensare. Mi vengono in mente Paola, Chiara, Sara… bambine meravigliose con il pallino di Spiderman e Batman, che detestano le gonne, il rosa e… guai a chiamarle “principesse”. Mi viene in mente che IO non sono una “principessa”: mi piace bere la birra dalla bottiglia, non mi interessa mettere a repentaglio la laccatura delle unghie se c’è da fare lavori pesanti, smonto e aggiusto serrature.  No, non sono lesbica (qualcuno lo pensa e qualcuno me lo ha chiesto). Ho sempre trovato stucchevoli le moine, le ciglia che fanno flap-flap, il finto broncio. Non sono da me. Ho sempre preferito la battuta salace alla stregua degli uomini. Mi piace l’arguzia, la risposta – se riesco – sottile. Mi piace conoscere e sapere. Amo – allo stesso tempo – la raffinatezza dei dettagli, la sobria eleganza delle linee e la musica classica.

Siamo incastrate in sguardi d’insieme a cui è difficile sfuggire, la donna è quella eterea e rosata, languida e accondiscendente racchiusa in una taglia 42 (roba che se sei fuori target, sono cazzi… ops… non dovrei dire parolacce!)… così è deciso, l’udienza è tolta! Ma porca miseria! Non è indossare una gonna che mi rende femmina, non è il trucco, non sono i capelli ordinati, l’ammiccare… questo è quello che vedete voi, non quello che sono. Non quello che una donna è. Costa fatica vedere quello che una donna è davvero. Si preferisce procedere nella propria ottica egocentrica. E non è detto che parli dell’ottica maschile. Che possa piacerci il il rugby al posto della ginnastica ritmica, preferire Crudelia De Mon a Cenerentola, trovare le sneakers più comode dei tacchi, aver voglia di sparare ragnatele al posto di cambiare vestiti alla Barbie e via discorrendo… non incasellateci in uno stereotipo, in una definizione.  Sia chiaro: non biasimo le donne che per naturale predisposizione incarnano lo standard di riferimento o se qualcuna si sente  principessa… semplicemente, penso che ci siano infinite possibilità di ciò che ciascuno può diventare e, se pure non è quello che comunemente ci si aspetta, che male c’è?  Indipendentemente dal sesso (inteso come dato biologico), penso che ci sarebbe un maggior numero di persone felici, se ognuno fosse lasciato libero di essere se stesso seguendo le proprie inclinazioni senza necessariamente uscire illividito dallo scontro con le aspettative dei ruoli di genere.

 

∗Fotografia tratta dalla pagina Facebook Roba da donne

 

 

 

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