Lettere mai spedite #3

Tag

, , , ,

Caro P,

parliamone: le corteggiatrici non ti mancavano e non ti mancano di certo… perchè io? Io che me ne stavo tranquilla a sorseggiare il mio Tittà senza chiedere nulla, immersa nei miei affari e nelle chiacchiere con la mia amica. Non ho mica capito cosa ti abbia incuriosito. Cioè, voglio dire… sei più giovane di me, sei piacente, hai una buona posizione economica, ci sai fare (specie con le donne), sei sornione, divertente… insomma, uno che ha non ha difficoltà a reperire merce pronta per la sua alcova.

Perchè io? Mi chiedo e ti chiedo.

Ricordo che quando ti ho conosciuto ho pensato fossi ridicolo con la tua spocchia da sommelier. Meglio, cento volte, gli osti veraci che non ti dicono se in un rosso ci sono sentori di frutta matura, ma te lo consigliano perchè lo hanno tarato su loro stessi e scende che è ‘na favola. Quando ho sentito la tua voce mi sono tornati in mente i doppiaggi di Paperino… possibile che uno della tua stazza avesse una voce così? Si. Possibilissimo! Poi, però, mi sono abituata a quel tuo timbro strano e non ho più pensato a Paperino… giuro! La cosa notata subito è stata che a me e la mia amica era riservato un trattamento non dico di favore, ma amichevole. Pensavamo fosse proprio della vostra mission (… ancora rido se penso a quando hai usato questa parola riferendoti al tuo locale!!!). Ad ogni modo, non so come e quando si è insinuato fra noi quel tono confidenziale da conoscenti di vecchia data. La notizia del tuo fidanzamento, illo tempore (si parla di tre anni fa, credo), non mi fece effetto. Semplicemente mi convinse ancor di più che eri solito trattare amichevolmente tutti coloro che consideri clienti fissi del tuo bistrot e non che avessi un occhio di riguardo per me, come sostenuto dalla mia amica.

Poi…

… galeotto fu il lockdown e i tuoi spaghetti con le vongole.

Sciagurato fu il “mi piace” di quella canaglia di un social network.

Non mi aspettavo con un banale “mi piace” ad una foto di essere contattata per vie private (credo che in quel periodo tu fossi tornato single) e coinvolta in una divertente schermaglia di doppi sensi e rimandi. La nostra conversazione ha preso quasi subito una piega ambigua che nessuno dei due ha provveduto a disambiguare. Chi ero, chi eri… come eravamo arrivati a parlare e raccontarci l’intimità di abitudini e pensieri? Assurdo, a pensarci a ritroso, come saremmo in grado di rispondere a domande molto particolari e precise l’uno sull’altro, e – poi – di tacere su altre banalità tipo il cognome o la data di nascita. Il nostro valzer è durato circa due mesi, dopo di che…

… puff!!! Sparito!

Per fortuna ho razionalità a sufficienza per non farmi coinvolgere e stravolgere… se no, sarebbe stato un vero disastro! Uno schianto! E considerando la già complessa situazione generale, non era proprio il caso. La mia amica diceva che appena ci saremmo visti, avremmo fatto scintille. Io le rispondevo che non sarebbe successo un bel niente perchè lo consideravo un gioco per smaltire la bulimia delle ore chiusi in casa. Ho ringraziato la mia tendenza alla concretezza. Chiariamoci, non che mi sarebbe dispiaciuto fosse successo qualcosa, ma ho imparato dalla vita che le parole sono belle, sono come un sogno a mezzogiorno, ma se rimangono da sole sono vapore acqueo.

Mi resta il ricordo di belle risate e del nostro spalleggiarci, senza pretese.

Mi domando solo perchè tu abbia scelto me ( o, forse, non hai scelto solo me e bighellonavi anche con altre fanciulle).

Ad ogni modo grazie perchè alla fine era giusto sparissi in mezzo a una risata come in mezzo a una risata sei comparso.

Alla santé… la mia, la tua.

Simo