Acqua bassa VS passione selvaggia

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Naipe_de_CorazonesVoglio raccontarvi due storie.

Si, due.

Due storie vere (lo giuro!). Una di un uomo, l’altra di un cavallo. Elementi indipendenti, liberamente associati nella mia mente. Quindi – in sostanza – mettetevi comodi.

N.B. Astenersi perditempo e lettori frugali 2.0.

L’acqua bassa – M. é un uomo poco più che quarantenne, un passato da viveur (stando a quanto dichiara), dedito al fascino delle gonne e della bella vita in camicia Hermont&Blaine e mocassino Armani. Lo conosco da tanto, complice un gruppo  di sciagurati che di tanto in tanto organizza uscite, e gli sono affezionata.  Persona “poco interessante”(diciamo così) sotto il profilo culturale, ma con il giusto piglio… si, insomma, uno che ci sa fare. Le donne sono per lui un argomento imprescindibile  eppure, in tutta onestà, pur avendo chiaro che mirasse a uno standard femminile piuttosto alto (sin troppo, secondo me), non ho mai capito precisamente che tipo di persona cercasse e cerchi veramente. Di conseguenza, l’ho sempre guardato incuriosita, in attesa del momento in cui si sarebbe fidanzato. Ecco dunque che, una sera, una ristretta rappresentanza del nostro gruppo é uscita con un nuovo circuito di persone, fra queste una ragazza oggettivamente insipida (sono stronza, lo so e me ne vanto). Tralascio meri canoni estetici, il problema non è che io la ritenga bruttarella… il fatto è che passa indifferente, interloquisce per monosillabi e/o trisillabi se interrogata, molto raramente  di sua iniziativa, non sorride. L’amico comune che ha fatto da ponte fra i due gruppi, parlando di lei e rivolgendosi ai maschietti miei amici, si espresse così :«Se a qualcuno piace, potete provarci… l’acqua è bassa». L’acqua è bassa, tradotto: non ha tante pretese, tanto non ha molti corteggiatori, quindi se ci provate dovrebbe starci. La serata è passata senza scossoni. Dopo qualche tempo il viveur ha preso a far uscire con noi questa ragazza, alla domanda se stessero insieme non ha fornito risposte precise. Una sera in cui ero particolarmente in vena di studi antropologici, sono uscita con lui e un altro amico. Il discorso è caduto su di lei e io gli ho chiesto:

«Ti piace?».

«Mah… è una brava piccina ed è paziente».

«Si, ma ti piace?».

«Io non sono uno facile…non è che proprio…» e fa un gesto che potrebbe voler dire tante cose, ma io lo conosco e senza mezzi termini ho incalzato:

«Non ti fa venire voglia di fare pulizie?».

Lui mi guarda e ride: «No! Brava, mi conosci».

«Cosa cazzo stai facendo allora?»

«Ho passato i 40, uno si deve accontentare a un certo punto, altre persone all’età mia hanno già casa e famiglia, così si fa».

«Senti, io non sarò normale, ma manco ‘sta cosa mi pare normale. Se una persona non mi attrae, se non sono motivata a conoscerla e starci insieme, che ci sto a fare? Prima o poi, la mia vera indole verrà fuori e che avrò fatto? Avrò perso tempo e  sarò andata anche a infelicitare la vita di un altro… pensaci».

Non mi ha più risposto, ha cambiato argomento, a nulla sono valsi i discorsi dell’altro nostro amico. Ora lui sta insieme a lei da più di un anno. Non lo si vede quasi più e quando lo si vede, io non riconosco il mio vecchio buon amico… quello dallo sguardo vispo, dalla battuta pronta… la persona vivace e dinamica. Sembra standardizzato, spento… ha perso smalto. Ma ha accanto la donna che la famiglia e la società si aspettavano da lui: brava, quieta e che sta al suo posto.

Passione selvaggia – B. è un cavallo di razza. Mancando di requisiti idonei, non è stato ritenuto atto a essere ammesso al registro stalloni. Mancando di tali requisiti gli si sono anche barrate le strade di prospettive equestri nobili (quali corsa e dressage). Avendo di contro: un torace possente, zampe robuste e temperamento vivace, B. è risultato idoneo per la monta western e il team penning… discipline che gli hanno risparmiato la spiacevole esperienza di essere castrato. Per avere un migliore addestramento è stato spostato dal suo allevamento in un centro specializzato. Un giorno, B., ha incrociato una cavalla araba, anche lei ospite del centro di addestramento, ma destinata alla corsa. La cavalla non è passata inosservata agli occhi del nostro che sin da subito ha iniziato a sbruffare e dar segni di volerla seguire. Nei giorni seguenti, il Caso ha voluto che i due cavalli si incontrassero nuovamente.  I loro rispettivi addestratori notando che la simpatia era reciproca nel senso che anche B. (che non aveva lo stesso comportamento con le altre cavalle) era stato notato dall’araba che rispondeva agli sbruffi e i nitriti di lui, divaricando le zampe posteriori, urinando di frequente ed esponendo le proprie grazie. Visti i comportamenti dei due animali, per evitare problemi (un eventuale accoppiamento era da evitare a tutti i costi sia per questioni di razza, sia perché – per chiarire – lui sul mercato vale 4000 euro circa, lei quasi 150 mila euro… quindi, non so se mi spiego…) si decise di diversificare gli orari di uscita dei due animali. Dopo tre giorni di occultamento, nottetempo B. è riuscito (non si sa come) a uscire dal suo box, correre alla ricerca della sua adorata, trovarla, distruggere la porta di ingresso e – finalmente – accoppiarsi con lei. Immaginate lo sconcerto, l’indomani mattina, di chi li ha trovati e ha capito cosa fosse successo. I due sono stati spostati in due centri diversi e – dopo la fujtina – non si sono mai più rivisti.

Io B. l’ho rivisto, ha lo sguardo più furbo che mai e l’argento vivo addosso.

 E quindi? Vi starete chiedendo. E quindi c’è che queste due storie mi fanno riflettere sull’amore, le convenzioni umane e sugli istinti. Per carità, io non sono nessuno per giudicare i sentimenti e le ragioni altrui… la mia vita amorosa è un disastro. Lo è sempre stata e non accenna a migliorare, ergo sono l’ultima a poter dispensare consigli. Non posso però non provare un po’ di pena per il mio amico e un’istintiva simpatia per B. Lui ha osato ed è riuscito. Lo so sto parlando in termini umani, il cavallo ha solo assecondato i propri istinti sessuali, diranno i saccenti. Eppure… non sono d’accordo. B. non ha avuto le stesse reazioni con qualsiasi cavalla gli si sia parata davanti, lui ha scelto quella che voleva e l’ha avuta, incurante di tutto quello che io o chiunque altro possa dire e di tutti i veti che gli erano stati posti. Questo cavallo mi ha dimostrato che anche il calore, l’istinto primordiale all’accoppiamento, di un animale non è scontato, ovvio. Per B. non ha funzionato il principio “ogni buco è pertugio” (… e capite cosa intendo!) al contrario di M. che, poiché le convenzioni vogliono che lui ultraquarantenne si sistemi, lo ha fatto fermandosi alla prima donna che ha ritenuto rispondesse al prototipo richiesto.

Conclusione – Mi sorge il dubbio che la vera personalità di M. sia quella che vedo adesso e, quindi, quella presa in giro per anni (seppur nell’ambito dell’amicizia) dal personaggio che si era cucito addosso sia io. Ma, basta. Bando alle ciance. Fischi per fiaschi e lucciole per lanterne, che siano state e siano… so che, dovendo scegliere – imbarcandomi in qualsivoglia esperienza – non ho mai veleggiato e non so se veleggerò mai in chete e circoscritte acque basse, preferendo di gran lunga pelaghi impetuosi di passioni selvagge.

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