Erano in tre…

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Avevo in mente – oggi – di mantenermi sul leggero… avevo in preparazione un post sfizioso e divertente. Mentre scrivevo, mi è arrivato un messaggio sul telefonino:

«Perchè non hai mai parlato sul blog di questa schifosissima ondata di stupri in Italia?»

«Non ne sono capace» ho risposto, lasciando interdetto chi c’era dall’altra parte.

E, allora – senza aggiungere altro – mi ha inviato un link. L’articolo di una blogger. Argomento: lo stupro che si è consumato a Catania.

Ribadisco, non ne sono capace. Non è disimpegno. Piuttosto un non sentirsi all’altezza e anche una mia (personalissima e opinabile) forma di rispetto. Rispetto, attenzione, che non vuol dire silenzio omertoso… il mio silenzio è un non voler violare ancora. Io non metto la testa sotto la sabbia, voglio sapere… anche di quell’altra forma terribile di violenza che è quella psicologica… violenza che non si vede, ma che lascia marchi a fuoco come quella fisica… io voglio andare a testa alta – per me e per tutte le sorelle della famiglia XX – e guardare dritto negli occhi questi esseri depravati.

Cliccando qui verrete ridirezionati sull’articolo che mi ha fatto leggere il mio amico (un uomo, sì!) e che inizia così: erano in tre...

Non ho nulla da aggiungere a quanto dice Claudia Pepe… anzi, sì… una cosa sì… chiedo scusa a ogni donna che ha dovuto subire un abuso di qualsivoglia natura, scusa se non ho saputo e potuto difenderti.

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