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954fb0ebf1d84fb921bfb0b6e045d57f_xlNon so se sperare che domenica arrivi o no.

Parliamoci chiaro: un argomento delicato come le modifiche alla Costituzione si è trasformato in un un Renzi sì/Renzi no, ergo, l’esito del referendum sarà se non del tutto, almeno in parte, influenzato dalla capacità del premier di riscuotere consensi. E non pare ne stia riscuotendo troppi… almeno a giudicare dalle osservazioni scritte dai miei contatti Facebook. Vero che molti artisti, Benigni in testa, si sono schierati per il Sì, ma vero anche che un cospicuo numero di artisti, giornalisti, giuristi, opinion-leader e persone comuni  propendono per il NO. Anche i sondaggi, in realtà. La cosa, però, non mi convince… metti che succeda come in America… pareva che Trump non fosse il favorito e invece… però un sacco di gente dice di non averlo votato ed è insorta contro di lui, chissà com’è che si trova alla Casa Bianca. Devo, però, dire che non c’è bisogno di andare fino in America… anche in Italia – ai tempi – nessuno sembrava aver votato il Silvio nazionale.

Ma sto divagando, torno alla questione referendum… ecco… non so voi, ma io ho la sensazione che comunque vada domenica, le cose non cambieranno molto e a fare le spese di un sistema politico che non funziona (e non funzionerà con le riforme) saremo noi popolo – al contempo – innocente e bue. La questione è che non mi piace come si stanno comportando i politici, non mi piacciono i componenti degli schieramenti del si e del no (un vero rimpastone).

Ok, mi rendo conto che l’Italia di oggi non è quella a cui nel 1947 guardava l’assemblea costituente e che pertanto qualche modifica – possibilmente per snellire determinati apparati e/o procedure – sarebbe d’uopo… ma più ascolto Renzi e la Boschi (giusto per citarne due e rispettare le quote rosa), più provo a leggere la loro proposta di riforma e più mi viene lo sconcerto e lo sconforto. Giuro! Mi sono messa di impegno, ho provato a leggerla la riforma… mi sono arresa… è cervellotica e scritta in maniera poco chiara.  «Allora mi informo» mi sono detta. Mi sarebbe piaciuto ascoltare qualcuno che fosse super partes ma è stato impossibile… così tanto agli incontri per il sì, quanto a quelli per il no ho visto e ascoltato – in genere – solo persone parecchio accaldate che più che parlarmi del referendum… facevano battute, illazioni e scagliavano invettive contro quelli dell’opposto schieramento. Io ammetto la mia ignoranza, non sono una profonda conoscitrice della nostra Costituzione, ho faticato a leggere la riforma e ho cercato di informarmi… l’ho fatto io, in coscienza… ma quanta gente c’è che, invece, andrà a votare per sentito dire, sobillata dalle varie e (spesso) infelici vignette che intasano Whatsapp, socialnetwork, etc?

Ecco, perdonatemi, ma io ritengo sia una manovra azzardata (parecchio azzardata) affidare una simile decisione alla popolazione, popolazione che ritengo non sia omogeneamente dotata dei mezzi e delle potenzialità per comprendere, verificare e discernere quanto verrà loro chiesto di approvare. La materia in questione è troppo delicata, troppo condita di tecnicismi e linguaggi non di uso comune, troppo complessa per essere lasciata alla mercè di chiunque. Succederà, ergo, che si voterà (chi voterà!) la meno peggio, chi sta più simpatico o fa più ridere.

Mi chiedo se la nostra Costituzione vada davvero cambiata o se le cose cambierebbero da sè se venisse rispettata in tutto e per tutto.

Cosa farò?

Propendo per il no per il semplice fatto che attualmente, credo, nessun politico abbia a cuore il bene dell’Italia. I nostri padri costituenti avevano degli ideali… delle speranze… avevano il sogno di far grande l’Italia e io – oggi – non rilevo niente del genere.

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