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cvpiccolo2Con la mano destra posata teatralmente sulla Carta Comunitaria dei Diritti Sociali Fondamentali dei Lavoratori giuro di dire la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità.

Centro per ripetizioni, preparazione esami/tesi/tesine/percorsi interdisciplinari diffonde il seguente annuncio: cercasi urgentemente laureati in Lettere Moderne.

Telefonata, presentazione, appuntamento per colloquio conoscitivo.

Colloquio:

Esaminatrice: – Buonasera, prego si accomodi.

Io: – Buonasera, grazie, eccole il curriculum.

Sfoglio del curriculum.

E: – Ah bene! Vedo che ha già esperienza.

I: – Si, ho lavorato con studenti appartenenti a vari ordini di scuole e con DSA (ragazzi con Disturbi Specifici di Apprendimento NdR).

E: – Vedo, vedo… ottimo. Abbiamo tantissimi DSA, forse la maggior parte. Lei ha fatto l’esame di latino all’università?

I: – Si.

E: – Latino… letteratura?

I:- Grammatica, sintassi, metrica e letteratura.

E: – Splendido, le dico nel dettaglio la nostra proposta. Noi le offriamo un lavoro part-time, pomeridiano, si lavora dalle quattro alle cinque ore dal lunedì al sabato. Si tratta di ripetizioni di latino e grammatica italiana a una classe di quaranta ragazzi, non tutti della stessa età. Il primo mese è un mese di prova e la paghiamo in nero. Le offriamo 300 euro lorde non so con che inquadramento lavorativo e forse retribuzione a voucher … ora vediamo.

Mi fermo un secondo, calcolo per difetto che lavorerò quattro ore a pomeriggio. Quattro ore per sei giorni = 24 ore settimanali. 24 ore settimanali per 4 settimane = 96 ore mensili.

I: – 300 euro lorde ha detto? Al mese?

E: – Si…ovvio che questa è la base, poi vediamo come si mettono le cose.

Non sono in grado di calcolare al momento quanto verrò pagata a ora, ma so che è poco… la mia faccia deve comunicare una qualche perplessità perchè lei continua dicendo:

– Magari ci pensa e ci aggiorniamo domani mattina.

Io ancora persa nel mio iperuranio e incapace di fare troppi discorsi visto il rumore dei miei pensieri dico: – Si, ci aggiorniamo, buonasera.

Mi alzo ed esco.

Appena in strada prendo il telefono. 300 diviso 96 uguale 3,12 euro.

Rimango ferma a fissare le cifre sul cellulare… mi riporta al movimento il pensiero che 300 euro non sono al netto, ma al lordo… quindi per ogni ora prenderò anche meno.

Mi invade la tristezza, mi sento umiliata. Vorrei tornare indietro e inveire, dire che è una vergogna…che è una negriera… e che si guadagna di più a fare volantinaggio!

Mi sento fiacca, stanca… stanca del finto lavoro, dei finti diritti, dei ricorsi, di spendere soldi non miei, delle proposte di elemosina (opsss… retribuzione).

Sono stanca di questo medioevo lavorativo (… con tutto il rispetto per il medioevo e l’era che fu, of course).

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