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Self-portrait with Wife and Models (Big Nudes)

«Il desiderio di scoprire, la voglia di emozionare, il gusto di catturare […]».

Sono questi i princìpi cui – secondo Helmut Newton – la fotografia non dovrebbe rinunciare. Sono questi i  presupposti che hanno ispirato il lavoro di Matthias Harder e Denis Curti nell’allestire l’esposizione dedicata proprio al celebre fotografo.

Helmut Newton. Fotografie. White Women/Sleepleess Night/Big Nudes (questo il titolo della mostra), organizzata da Civita Tre Venezie in collaborazione con la Helmut Newton Foundation e frutto di un progetto voluto dalla vedova dell’artista, sarà visitabile a Venezia fino al 7 agosto 2016 presso La Casa dei Tre Oci. L’esposizione, fra scatti su committenza e scatti personali, offre al visitatore oltre 200 fotografie articolate in tre sezioni (rilevabili nel titolo della mostra – NdR) ognuna delle quali fa capo a ciascuno dei primi tre libri fotografici di Newton, gli unici – tra l’altro – ad essere curati direttamente da lui.

White women è il titolo della sua prima raccolta fotografica pubblicata nel 1976, delle 81 foto che furono scelte, un numero consistente di scatti declinava la moda secondo i dettami di una femminilità schietta e irriverente che non disdegnava di presentarsi nella sua nuda e conturbante carnalità, cosa – questa – del tutto inusuale per i rigidi canoni della fotografia da couture dell’epoca, ma in perfetta linea con la rivoluzione sessuale in atto quegli anni.

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Winnie off the coast of Cannes (White women)

In Sleepless Nights, pubblicato nel 1978 e che consacra Newton come fashion photographer di grido, sono ancora il corpo femminile, la sua pelle, i suoi abiti i protagonisti indiscussi. Gli scatti esulano dal classico fondale da set fotografico bon ton trasferendosi in camere da letto, appartamenti, strade e – le fotografie – da banali ritratti di moda, si trasformano in reportage che raccontano storie lasciate alla libera interpretazione di chi la guarda.

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Cultureim (Sleepless nights)

Big nudes (1981) contiene un nuovo orizzonte fotografico: donne teutoniche e sicure capeggiano in 39 gigantografie in bianco e nero. La donna si fa portatrice di una sensualità e una sessualità consapevole che fa capolino fra tacchi vertiginosi, sguardi riflessi nello specchio e i sofisticati vestimenti in stile upper class. Saranno l’uso di questo nuovo formato e questo nuovo modo di intendere la fotografia di moda, ad aprire a Newton le porte delle esposizioni museali.

Le fotografie esposte ai Tre Oci non sono tutte in bianco e nero, ve ne sono anche a colori, ma pare che il monocolore fosse prediletto da Newton in quanto gli permetteva di fare quelle che lui definiva le foto sbagliate, imperfette (ma non per questo non previste o non meticolosamente studiate) con i colori sparati, la definizione messa in discussione, eccetera. Le foto imperfette hanno il compito di provocare chi le guarda offrendo uno spunto di riflessione e inducendo a chiedersi cosa abbia causato l’errore, del resto «solo nello scarto della perfezione si annida qualcosa di effettivamente interessante».

Di straordinario questa mostra ha il catturare quale visione abbia Newton della donna, una donna che – attraverso gli abiti, il nudo e l’erotismo – racconta sé stessa.

Per orari e informazioni sulla mostra: Tre Oci

 

 

 

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