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gabriella_ferriOggi ricorre il dodicesimo anniversario della scomparsa di Gabriella Ferri (Corchiano, 3 aprile 2004). Ad essere onesta ho conosciuto Gabriella Ferri – sotto il profilo artistico – in tempi relativamente recenti, ad essere precisi nel 2007 con l’uscita del film di Ferzan Ozpetek Saturno contro che contiene nella colonna sonora la sua Remedios.

A colpirmi è stata la sua voce piena, particolare e difficilmente confondibile. Curiosa come sono (specie in campo musicale) ho cominciato a fare delle ricerche, inizialmente di puro ascolto, scoprendo gli stornelli romani di repertorio così come quelli scritti da lei. Tra i suggerimenti di You Tube (inutile vantarsi di ricercate ore di ascolto!) ho poi scoperto che Paolo Conte scrisse Vamp per lei e che la Ferri ha partecipato nel 1969 al Festival di Sanremo duettando con un giovanissimo Stevie Wonder.

Non nego che avevo le idee un po’ confuse vista la varietà di generi ascoltati, sempre più curiosa mi sono interessata alla vicenda umana e al percorso artistico della Ferri scoprendo una personalità complessa, caparbia, curiosa e pronta nel mettersi alla prova. Ora, inutile, mi perda a elencarvi i dati della sua vita e della sua carriera ripetendo notizie facilmente fruibili per qualsiasi internauta (in caso di difficoltà date un’occhiata qui), preferisco condividere alcune riflessioni personali.

Mi sono chiesta cosa sarebbe stato di una voce come quella di Gabriella Ferri se anziché essere nata a Roma, fosse nata che so… a Parigi o in Mississippi… forse sarebbe diventata una nota e valorizzata chansonnier o una blueswoman con i controcazzi (scusate il francesismo!).  Invece in Italia non è riuscita a emanciparsi dal bozzolo prima di cantante romanesca e poi da quello di vera e propria Mamma Roma cui contribuì con l’età anche l’irrobustirsi del suo fisico. Eppure, a ben guardare, hanno scritto per lei e a lei si sono interessate personalità di spicco e/o di nicchia del panorama musicale italiano: Enzo Jannacci, Lucio Dalla, Paolo Conte, Bruno Lauzi, Vittorio Nocenzi (pianista dei Banco del Mutuo Soccorso NdR)… questo a conferma di una poliedricità artistica e capacità interpretativa da non sottovalutare, eppure Gabriella Ferri – nonostante i tentativi fatti – è rimasta ai margini del panorama musicale italiano. La Ferri trova spazio nelle retrovie dei gusti degli addetti ai lavori e di un pubblico che probabilmente non ne ha appieno intuito, apprezzato o non ha creduto fino in fondo nelle sue potenzialità. Non fraintendetemi, non voglio togliere valore alla musica folk italiana, anzi… la considero una benedizione per il tramandarsi della tradizione, mi dispiace solo che una personalità meritevole come quella di Gabriella Ferri non abbia trovato il giusto spazio per levarsi in volo in cieli di successi più lusinghieri.

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