frederick_leighton_005_giardino_delle_esperidi_1892

(Frederick Leighton)

In un’oasi mozartiana

diaboliche terzine

riportano alla mente

un fauno ardente

– colmo di sé stesso –

che passeggia in un giardino.

Sulle sponde di un fiume,

presso un albero dorato

tre fanciulle

-rosse di tramonto –

porgono ambrosia in dono.

S’apron le danze

e il gioco interessante,

provoca senza consumarsi.

Ognuno sa cosa vuole,

 mostra senza concedere…

… incalza la musica!

Tra motteggi e allusioni

si levano le risa,

i sensi reclamano

giochi proibiti,

lo spasmo si fa tensione…

non si può tornare indietro!

Su doveri morali costituiti

prevale la tirannide dei corpi:

ardono i profumi

e la pelle diafana

si imperla di rugiada.

La musica riempie e scuote

l’aria muta del tempo qui sospeso…

le note cadono sui corpi

le pause offrono loro respiro

e le chiavi donano

sfaccettate interpretazioni.

Un arpeggio divino

restituisce la quiete

di un più languido finale,

il paesaggio torna ameno,

pacificato,

il fiume scorre ancora.

C’è chi prosegue la passeggiata

chi torna a custodir segreti

e a chi nella testa resta

una diabolica terzina.

 

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