Beati i politici, i cantautori, i poeti e intellettuali a vario titolo. Beato Sgarbi, beato Gino Strada, beata Oriana Fallaci (ribattezzata Cassandra). Beato chi in quest’epoca di incertezza è detentore di verità. Io non ho certezze e quando accadono cose terribili come quanto avvenuto a Parigi (cito Parigi come ultimo evento di straordinaria risonanza) ancora più sento franare il terreno sotto i piedi. Oltre al bombardamento mediatico, siamo assediati dal bombardamento di commenti – sovente inutili (dimostrazione palese di mancato collegamento fra cervello e parole) – dei social… dove ciascuno dice la propria… e io sono sconcertata. Si sprecano le invettive e si sgranano rosari di sentenze. Ognuno dice la propria: chi la dice cotta, chi cruda, chi giustifica l’atto terroristico, chi insulta i mussulmani, chi accusa di aver venduto le armi, chi fino al giorno prima sputava improperi contro la Francia per questioni vinicole ieri ha scritto Je suis parisienne e chi scrive viva l’Intifada… Ognuno libero di avere la propria opinione, ma a me fa tremare questo boomerang di violenza che – tra corsi e ricorsi storici – ritorna. Ho letto pochissime parole di pace, per la maggior parte erano violenza gratuita che alimenta violenza, rendendo impossibile la comunicazione e facendo il gioco di chi una guerra la vuole. La comunicazione non comunica e lascia dietro di sé il vuoto dell’incapacità di interagire l’uno con l’altro e fare fronte comune affinché non muoiano altri innocenti ovunque nel mondo. Ma questa è utopia… e i cadaveri servono come base per la propaganda politica.

Di fronte a tutto questo decido di tacere, mentre si levano le note e le parole di Simon & Garfunkel…

“The words of the prophets

Are written on the subway walls

And tenement halls,

And whisper’d in the sound of silence.”

(Le parole dei profeti/ sono scritte sui muri della metropolitana/ e negli androni dei palazzi/ e diventano sussurro nel suono del silenzio)

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