Tag

, , , , , , , ,

dubbi-grammaticali

 Data la veneranda età (38 anni), il mio essere meridionale (ergo dedita a cavarmela e all’arte dell’arrangio), la laurea in una materia non spendibile (Lettere Moderne), la contingenza storico-socio-economica (e anche le congiunzioni astrali)… lavorare è sempre più solo un verbo della nostra splendida lingua e sempre meno un’operazione manuale o di intelletto atta al conseguimento di uno scopo. 

Tolta (in parte) la verve polemica e il fatto che – a discapito di convinzioni di forneriana memoria – sono tutt’altro che choosy, cerco di adeguarmi come posso per sbarcare – come si suol dire – il lunario (almeno per questioni di base).

Fra i tanti lavori cui mi adeguo c’è quello di far fare delle esercitazioni di scrittura: in sostanza, spiego come si fa l’analisi del testo, come si scrive un tema, un testo argomentativo, un saggio breve, etc. Voi dite, e ce n’è bisogno? Pare di sì. Uno dei miei allievi è al terzo anno di un istituto tecnico. Spiego cosa è un testo argomentativo, come si sviluppa, quale scaletta seguire.

Esercitazione – Traccia (o meglio consegna… oggi si dice così): Immagina di essere alla vigilia del tuo diciottesimo compleanno, i tuoi genitori chiedono se preferiresti avere in regalo la moto o l’auto. Cosa risponderesti? Spiega la tua scelta in un testo argomentativo elencando almeno tre motivazioni a sostegno della tua tesi. 

Lui si mette all’opera contento della traccia che trova semplice, spero faccia un buon lavoro. Mi consegna il compito. Leggo.

Eccovi l’incipit: Quando tra due anni faccio 18 anni, voglio avuto regalato la moto […]

Non so a voi ma a me si accappona la pelle! Faccio leva su tutto il mio self-control per non svenire e non urlare. Respiro. Lo guardo e gli dico che la frase contiene degli errori verbali. Tralascio faccio (errore nell’uso del tempo) e cerco di portare l’attenzione su voglio avuto regalato. Gli chiedo quale ausiliare si usa con il verbo regalare. Silenzio. Respiro ancora e penso che regalare è un verbo “stronzo” ed essendo transitivo cambia “le regole” a seconda della forma (attiva o passiva), quindi uno si confonde. Allora chiedo se è un verbo transitivo o intransitivo. Sguardo perso nell’iperuranio e risposta non pervenuta. Dotata ancora di mirabile self-control spiego io le caratteristiche di regalare… lui mi interrompe con aria annoiata:

«Va be’, perché mi stai dicendo tutte queste cose?»

«Perché hai fatto degli errori e voglio cercare di spiegarti dove sbagli.»

«Ma io devo andare in palestra alle sette…»

[Rapida occhiata all’orologio, appena le 17. 30] «C’è tempo, tranquillo… dicevamo…»

Ricomincio a spiegare la questione di come, in base alla forma dei verbi, si usi l’ausiliare essere o avere, mi interrompe di nuovo:

«Che poi, scusa, se essere e avere si chiamano ausiliari vuol dire che non sono poi così importanti, non servono… quindi è inutile saperli.»

Vorrei esplodere. Invece, armata di (santa) pazienza (mentre vorrei imbracciare un kalashnikov!) inspiro profondamente ed espiro pensando Lingua italiana, Brunetto, Guittone, Dante, Petrarca e Voi tutti, grandi delle italiche Lettere, perdonatelo perché non sa quel che dice!

Annunci