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‘Έρως τών άδυνάτων

Amore dell’impossibile

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Non credo vi siano parole che meglio di queste possano definire Oscar Wilde nella sua intima e completa essenza. Queste parole gli calzano a pennello… sono il vestito che fa la moda – la sua – mentre qualsiasi altra parola sarebbe… come dire… un abito fuori moda! Wilde era una personalità enigmatica ed eclettica, una mente febbrile e aveva una spiccata inclinazione per atteggiamenti altisonanti (altisonanti per l’epoca, of course!). Le sue capacità dialettiche erano tali da portarlo a trasmetterci con iperbolici e paradossali epigrammi quanto la sua mente aperta e il suo intuito sopraffino, erano in grado di cogliere istintivamente fra le pieghe di una realtà spesso superficiale e bigotta. Aveva gusto e stile, Wilde… ma era troppo avanti per il suo tempo. Se ebbe dei difetti furono l’avere troppa indipendenza di giudizio e il vivere troppo liberamente le sue inclinazioni sessuali, tanto che i suoi contemporanei non lo perdonarono tacciando la sua scrittura di inconsistenza (poiché ritenuta bella, ma priva di contenuti) e la sua vita di amoralità (a causa del suo amore per Bosie e per gli altri giovani amanti che pare abbia avuto). La critica di allora, come quella più vicina a noi, difficilmente e raramente è riuscita a scindere la sua vita privata dalla sua produzione artistica, con il conseguente deperimento e appiattimento dei giudizi di valore su un autore che – a mio avviso – andrebbe rivisto, riletto e svecchiato.

Amo Oscar Wilde (in caso non fosse chiaro) tanto da avergli dedicato il lavoro di tesi. Scrivo oggi questo mio umile omaggio poichè ricorre l’anniversario della sua nascita e allora… buon compleanno Oscar!

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