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48939Ci son quelle giornate che… inutile!… tirano fuori il meglio di una donna, soprattutto se zitella. Fanno parte di queste fortunate giornate, i matrimoni e, ieri, ero (per l’appunto) a un matrimonio.

Tra un augurio agli sposi, un’occhiata di sbieco ai musicisti (poco attraenti) e un prosecco, mi sono ritrovata a chiacchierare con delle amabili fanciulle (età media 35 anni) nella mia medesima condizione di zitella. Non erano donne della mia cerchia, ma inevitabilmente ci siamo attratte. Forse, ci siamo riconosciute perchè puzziamo di mancanza di attenzioni… chissà!

Ad ogni modo, noi – zitelle assortite – ce ne stavamo lì a lamentarci l’una con l’altra (come amiche di vecchia data) spinte dal minimo comune capro espiatorio dell’uomo che non si trova, ciascuna aveva una parola buona per l’altra. Sembravamo quasi un comitato di solidarietà femminile.

Non c’era, però, da farsi ingannare. Appena entrato nel raggio visivo il fotografo (tipo piacente, età papabile, senza fede al dito NdR) immediatamente ci siamo poste sull’attenti.

Roba incredibile! Tutte a trattenere il fiato e tirar fuori il petto… ve lo giuro!

Ci siamo scambiate osservazioni vacue: mmmh… si, carino… e ci siamo sparpagliate. Ognuna (le ho viste e mi hanno vista) ha tentato un approccio con il malcapitato accampando argomenti più o meno pietosi.

A fine serata ci si è ritrovate vicine per il taglio della torta. Ciascuna faceva finta di niente, finchè qualcuna non ha tirato fuori l’argomento fotografo e li si è scatenato l’inferno. Ognuna sottolineava che lui avesse avuto per lei attenzioni particolari, sguardi e quant’altro… il tutto condito da occhiatacce bieche e circospette come se ci fosse un territorio da marcare.

Un attimo di lucidità, fermo i pensieri e… non posso crederci!

Tutto mi appare chiaro, ma… ma che facciamo sul serio???

Vorrei urlare!

Possibile che sette donne single, con un certo stile, laureate (il che fa presumere dotate di una certa intelligenza e cultura) anziché intrattenerci in brillanti conversazioni (di cui so che saremmo capaci) stavamo lì a umiliarci, piangerci addosso e guardarci in cagnesco? E per cosa?

Volete la verità? Per uno che manco ci stava cacando, che era simpatico e socievole per mestiere, ma di rimorchiare non credo avesse intenzione.

Il fatto è (credo) che possiamo fingerci emancipate quanto vogliamo, ma veniamo da secoli di retaggi culturali e credere che la soddisfazione personale possa far dimenticare la sete di amore (che è atavica e risale alla notte dei tempi) è una menata cui fa comodo ricorrere… specie in tempi in cui l’empatia e il contatto con l’altro sembrano un ricordo lontano.

Eppure la gente si incontra e si ama… ci prova, almeno. Tutto forse sta nel provare a rasserenarsi e godersi quel che la vita offre al momento senza fissarcisi troppo e, come dice Stefano Benni,…prima o poi l’amore arriva.

(Spero!)

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