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P&P_marvel_cover4Dopo una personale pseudo-esperienza sentimentale che mi ha messa di fronte all’inconsistenza di certi esemplari del genere umano (nel mio caso l’esemplare è di sesso maschile, ma non dubito che esemplari del genere popolino anche il sesso femminile!) – mi sono chiesta: “Ma perchè le cose nella vita reale non vanno come nei romanzi di Jane Austen?”… Ed ecco che Orgoglio e pregiudizio mi ha fatto l’occhiolino dalla libreria pronto ad offrirmi consolazione; consolazione di cui – sia chiaro – avevo assoluto bisogno. Così, colta da insondabile spirito romantico, mi sono ritrovata a rileggere (piangendo senza contegno) Pride & prejudice. Come ogni volta, mi sono fatta trascinare dal vortice emotivo di Lizzie avvertendo e condividendo strette allo stomaco, malumori, gioie, pensieri e speranze. Resto sempre stupita dall’abilità narrativa della Austen nel far muovere i suoi personaggi in una cornice a vista, lasciando che siano loro stessi a parlarci e a dirci chi sono, per poi – quando non può farne a meno – offrirci rare e brevi descrizioni che, lungi dal essere giudizio del narratore onnisciente, sono tratti appena accennati di un ritratto che tocca a noi definire e colorare. Il corpo narrativo è sostenuto dall’ironia dell’autrice che traspare nell’arguzia dei dialoghi (che si scostano così dal pedante standard del periodo pre-romantico) e nell’indipendenza di giudizio nel mettere a nudo l’animo umano. Orgoglio e pregiudizio – infatti – non è solo una storia d’amore, è un analisi spiccatamente lucida dei comportamenti umani e di cosa li muove, sia che si tratti di interesse, sia di amore, sia di deferenza, sia di morale preconcetta, sia di orgoglio, sia di affrettati giudizi e pregiudizi.
Mi sono chiesta, dopo averlo riletto, se un romanzo del genere – data per certa la sua validità nell’ambito dei Classici – possa avere un qualche barlume di attualità. Allargando il campo anche al resto della produzione austeniana, non posso non considerare che nell’ultimo decennio abbia vissuto una nuova ribalta di cui sono prova quattro grosse produzioni cinematografiche e una serie tv più o meno liberamente ispirate e/o tratte da zia Jane. Il giornalista americano David Ansen ha spiegato in un un suo articolo che questa nuova primavera di austenite è dovuta al fatto che, nonostante viviamo un’epoca poco disposta a tollerare comportamenti e condizionamenti morali così rigidi, Jane Austen è una “ventata d’aria fresca” che fa rimpiangere e riemergere la voglia di andare al di là delle apparenze, assecondando i nostri bisogni più intimi e veri. Tornando, nello specifico, a Orgoglio e Pregiudizio, a mio avviso, risulta ancora attuale il suo potere di far riflettere sui nostri comportamenti e approcci con le persone e di invitarci a considerare come le convenzioni sociali regolino la nostra vita; sicuramente le convenzioni odierne sono diverse da quelle in vigore all’epoca del romanzo, ma credo ogni epoca ne abbia di sue… libero ciascuno, ovviamente, di rispettarle o meno. Facendo qualche domanda in giro fra amici e conoscenti (di entrambi i sessi) ho avuto modo di constatare come pur in un’epoca in cui tutti – in teoria – siamo liberi di uscire, conoscere, relazionarci ci sia un gran senso si solitudine e si vacilli fra il bisogno di credere nei sentimenti e il disincanto di trovarne di veri e duraturi.
Restringendo il campo alle donne, a tutte – di fondo – piacerebbe incontrare un Mr Darcy (visto che di Wickham, ciascuna di noi, ne ha incontrati!). Volendo, però, essere un tantino obbiettive è da tenere in considerazione che non tutti gli uomini con modi inizialmente bruschi si rivelano dei gentiluomini come il protagonista maschile del romanzo; inoltre, la psicoanalista Ileana Laghi avverte che se finiamo tutte con l’amare Fitzwilliam è perché ci siamo identificate con Lizzie, la quale è parte attiva nel cambiamento dell’amato… è per lei che lui cambia, è lei che lo aiuta nel cambiamento e nel miglioramento di sé. Occorre quindi stare attente che il nostro modello (Lizzie) non ci fagociti e non finisca con il minare ulteriormente la nostra autostima… perchè è probabile e possibile, che a noi non riesca di cambiare il nostro personale Mr Darcy.
Ma lasciando – per ora – stare la realtà, le sue oggettive valutazioni e volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, abbandoniamoci pure ai nostri vagheggiamenti… perchè se noi donne (anche over 35) non sogniamo certo di uscire con un tizio in calzamaglia azzurra, Orgoglio e Pregiudizio ha il merito di non far passare la voglia di innamorarci e credere/sperare ci sia un lieto fine anche per noi.
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