Tag

, , , , , , , , , , ,

amica_genialeL’amica geniale inizia con la scomparsa di una donna, Lina (Raffaella Cerullo all’anagrafe e Lila per la voce narrante) e, la sua amica di sempre, Lenuccia (all’anagrafe Elena Greco, Lenu’ per gli altri) pensando a una delle solite esagerazioni che la contraddistinguono inizia – per sfida – a scrivere tutto ciò che ricorda della loro storia. Un libro solo non basta, infatti la Ferrante per renderci nota l’intera storia e portarci a chiudere il cerchio delle vicende e delle vicissitudini dei personaggi oltre che dell’evoluzione del rapporto fra le due amiche ha congegnato un’opera che si articola in quattro libri (oltre a quello in questione, fanno parte della tetralogia: Storia del nuovo cognome, Storia di chi fugge e di chi resta, Storia della bambina perduta). Personaggio predominante, suo malgrado, è Lila, colei che sin da piccola ha ammaliato, incuriosito, stupito… senza farlo di proposito, per suo naturale talento e carisma. E non c’è modo di imitarla… si può esserne influenzati, ma non si può essere uguali a lei. Vorrebbe essere lei il deus ex machina della situazione, colei che con fare risolutivo risolleverà le sorti proprie e della propria famiglia tentando un’emancipazione fittizia, temporanea che non ci metterà poi troppo a svelare la propria inconsistenza materiale, psicologica, emotiva. Lila vorrebbe essere fuori dalle logiche della periferia in cui vive, vorrebbe riscattarsi… ma non c’è credo letterario, politico, sogno che potrà salvarla dalle dinamiche e dalle leggi non scritte (ma rispettate da tutti) di un quartiere assuefatto a chi è più forte e più ricco… e ben poco conta se siano proventi leciti o meno. E il sacrificio di Lila sarà vano, la sua sete di giustizia insoddisfatta perchè ci sono cose contro le quali colui che è vinto in partenza non può lottare. Fa da contraltare alla figura di Lila, quella di Lenuccia amica sincera e fedele, legata a lei con i nodi doppi dell’anima e di un invincibile e talvolta contraddittorio affetto. Attorno a queste due figure trainanti si muove e si alterna un universo di personaggi secondari, ma non per questo meno connotati e identificabili. 

Elena Ferrante è uno pseudonimo, i motivi per cui quest’autrice o autore abbia scelto l’anonimato non sono chiari (e alla fine hanno ben poca importanza), è chiara – invece – la sua straordinaria abilità nel tessere trame e raccontarci repertori di varia umanità alla luce di un riuscitissimo e affascinante lavoro di scavo psicologico e con una scrittura scarna, ma allo stesso tempo invitante e nitida.

Annunci