Tag

, , , , , , , , , , , ,

Ieri sera cena a casa di amici.

Gruppo variegato di undici persone, interessi in comune, ma (fortunatamente) diverse.

Televisore in sottofondo, canale musicale.

Passa il video “Credimi ancora” di Marco Mengoni, scatta il polemicone!

Uno dei commensali attacca la solfa che in Italia si ascolta solo la merda massificata… lo dice la prima volta, la seconda, la terza… finché – inevitabilmente – qualcuno risponde che la musica è pur sempre un’industria pertanto segue le esigenze di mercato e che, se la richiesta è il target musicale proposto da Mengoni e quel target vende, è ovvio che la casa/industria discografica punti sul prodotto Mengoni e lo pubblicizzi facendolo passare in radio, tv e quant’altro. Il discorso non convince il polemico commensale che attacca ancora dicendo che ci sono cantautori mille volte più bravi, impegnati e validi che restano nelle nicchie perchè l’industria musicale non li propone e pubblicizza e di conseguenza il mercato non li conosce. Da qui scivola nella questione che non ci sono più gruppi come gli U2 di una volta, i Pink Floyd, i Led Zeppelin, i Beatles e che ormai scarseggiano i cantautori sia in Italia, sia nel mondo e – se ci sono – non si occupano più delle questioni importanti, non sono più portavoce di istanze sociali, ma sono tutti relegati alla categoria di lagnosi melomani neo-melodici sentimentali. E ancora: perchè gli Apres la Classe  non vengono considerati e i Negramaro sì? Perchè i Pearl Jam hanno detto no alla Sony per non avere vincoli e, pur essendo stati prodotti da case discografiche indipendenti, hanno sfondato? Il discorso finisce nei meandri angusti della musica che è roba di Sinistrache la cultura tutta è roba di Sinistra e che – quindi – non vanno ascoltati, letti, visti prodotti di artisti o intellettuali di Destra… ammesso che ce ne siano (secondo lui!).

Ecco come ridurre la superiorità dell’Arte a una questione politica.

Premetto che ho compreso il senso del suo discorso, che non posso non ammettere che scarseggino nomi di artisti e intellettuali rappresentativi, che alla mastodontica figura del Beatles non ho nessuno da portare a paragone. Eppure mi pare che il suo discorso scricchioli o ceda da qualche parte perché non tiene conto del cambio dei tempi, delle evoluzioni (o involuzioni… a seconda della prospettiva che si assume) che ci sono state, del fatto che non si possa parlare tanto facilmente di gusti e mode, del mercato musicale che è cambiato e del fatto che la crisi che stiamo vivendo (e subendo) ha fatto sì che molta gente preferisca forme artistiche più leggere che consentano una distrazione o un’evasione. Inoltre, i tempi in cui – ad esempio – gli U2 scrivevano canzoni di protesta per la loro patria sono passati perché quell’argomento non è più attuale, perchè la vita va avanti e può anche cambiare direzione… ovvio che Bono, Adam, The Edge e Larry non sono gli stessi di Sunday, bloody sunday… o meglio, sono sempre loro, ma sono anche tutto il resto che da quel 1982 è intercorso.

Aborro totalmente la questione della cultura di Sinistra e/o Destra poiché ritengo che se un artista è bravo e ha dei meriti, li ha indipendentemente dalle sue propensioni politiche. A meno che – ovviamente – non si tratti di un’opera di chiara propaganda… ma anche in quel caso giudico l’opera singola e non tutto il repertorio dell’artista.

Altra questione su cui dissento è il serpeggiare di una forma di chiusura in base alla quale la validità di una persona viene giudicata in base al canone musicale che ascolta, al genere letterario che preferisce e via dicendo. Prendendo a esempio la musica: nel corso degli anni, dei secoli è stata prodotta così tanta musica e la musica ha così tanti generi da essere un repertorio sterminato… magari fosse possibile conoscere o ascoltare tutto! Personalmente, in questo campo sono quasi onnivora… ascolto un po’ di tutto, mi piace scoprire cose (per me) nuove, sono curiosa… e mi piace ascoltare musica assecondando le inclinazioni del mio umore: posso andare da Mengoni a James Taylor passando per gli Ac/Dc o partire da Duke Ellington per arrivare agli Abba passando per Mozart. Perchè con tutta la musica che ho a disposizione devo ascoltare solo un genere? E perchè se ascolto Ligabue passo per una tipa poco sofisticata che segue il più banale pop-rock mentre se ascolto Vinicio Capossela sono una raffinatissima estimatrice di sonorità? Io li ascolto tutti e due… e non solo loro.

Ogni nota musicale ascoltata, ogni parola letta, ogni pennellata percepita mi ha donato qualcosa e io sono grata di tutta questa ricchezza.

Annunci