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C’è stato un tempo (secondo me) romanticamente felice in cui gli uomini prendevano l’iniziativa, corteggiavano… insomma, facevano la loro parte. Poi, le cose sono cambiate… le donne – acquisita coscienza e sicurezza circa il loro ruolo – hanno iniziato a prendere anche loro l’iniziativa e gli uomini si sono adagiati, per così dire, sugli allori. Incautamente, le mie sorelle di sesso, non hanno tenuto conto che non sempre l’emancipazione va di pari passo con l’evoluzione e che certi boni mores – ormai geneticamente ascritti nella stirpe umana – sono difficilmente mutabili. Poco male, occorre accettare – con molta filosofia… (almeno da parte mia!) – che non c’è evoluzione senza innovazione… tecnologica! ..Ed eccomi al punto!

La tecnologia!

Croce e delizia dei nostri tempi!

In principio c’erano le chat (e i siti porno con annesse chat per i/le più audaci… o attrassati!), con varie stanze, e la possibilità di stanze private, dove l’incomunicabilità e la timidezza dell’approccio reale venivano smorzate e rese superabili dalla protezione dello schermo e della tastiera. Conversazioni di vario genere potevano finire lì, restare fini a sé stesse o avere un happy end per epilogo… ecco come una ragazza di Marilleva si è innamorata – convolandoci, poi, a nozze – di un ragazzo di Calamonaci senza che, fino a quel momento, l’una sapesse del paese in provincia di Agrigento e l’altro sapesse di quella frazione di Mezzana in provincia di Trento1.

Oggi, però, la chat è ormai superata e le donne – se vogliono – possono scegliere e comprarsi l’uomo che preferiscono sul web… non scherzo! Ci sono appositi siti. Scoperta, quest’ultima, così lontana dal mio principio di realtà (quando si dice che la realtà supera la fantasia) da lasciarmi perplessa. In sostanza, esistono siti – come adottaunragazzo.it o girlshop.it – su cui le clienti (previa iscrizione tramite mail, descrizione delle esigenze e ausilio di una foto profilo) senza spendere nemmeno un euro reale (almeno questo!!!) possono fare shopping acquistando prodotti – ossia uomini (anche loro devono iscriversi per proporsi, postare una breve descrizione e foto d’obbligo) – belli e impacchettati2, oltre che messi a scaffale alla stregua del miglior falso Ken in un negozio di giocattoli di bassa lega. E la cosa strepitosa (secondo le sostenitrici-fan di questi siti) è che i prodotti non possono interagire3 con le clienti finché queste non si decidano ad acquistarli, mettendoli nel carrello e che finalmente si è capito che sono le donne a comandare!

No, mie care, non è che hanno capito che siamo noi a comandare! Hanno capito che siamo disperate… e che faremmo di tutto per avere un briciolo d’attenzione generando in noi un nuovo bisogno-dipendenza per e da un prodotto da cui solo chi l’ha inventato trarrà un effettivo utile… a noi resteranno bolle di sapone… illusioni.

Perdonatemi, sono contraria a questa cosa, non la accetto.

Io ho bisogno di calore umano, di sentire le vibrazioni, di guardare negli occhi… ho bisogno della pelle e dei toni della voce. Ok che noi donne siamo – per antonomasia – dedite allo shopping , ma questa vendita stile supermercato (o meglio discount) declassa, a mio avviso, i sentimenti e svilisce le interazioni defraudandole di quell’umanità – talvolta imperfetta, ma impagabile – che le contraddistingue.

Forse, dovremmo pensarci un po’ su, mie care donne… educarci alla solitudine e comprendere cosa vogliamo davvero, poi se ci va bene comprare un uomo come una banana in un bazar…liberissime!

1Mi rendo conto che alla luce di questo esempio, la chat sembra l’IsolaCheNonC’è per cuori bisognosi di amore e cure, ma… c’è un ma… occorre sottolineare che casi del genere, sono una minoranza. Per la maggiore in chat ci si può imbattere in un repertorio di varia umanità, rara perspicacia (ironizzo!) e multisfaccettate esigenze sessuali. O, almeno, questa è la mia esperienza.

2C’è il Tamarro, il Fighetto, il Palestrato, il Truzzo, il Rocker… e via dicendo, per tutti i gusti insomma

3I prodotti, però, possono ammiccare o lanciare un incantesimo, strizzando l’occhio per farsi notare.

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