C’è stato un tempo felice per gli studenti di ogni genere ed età in cui la scuola cominciava il 1° ottobre.
«Aaah! Bei tempi quelli, mica come oggi» sospira un’amica di famiglia, mentre guarda il nipotino intento a giocare e sa che tra una settimana inizierà ad andare a scuola. Per sdrammatizzare dico: «Dai, poteva andar peggio… pensa che se vivessimo a Bolzano, avrebbe già iniziato oggi!»
Il mio humor non attecchisce. La giovane nonna si è ormai lanciata nel suo personale revival scolastico e non intende uscirne. Non è la sola, in verità, a pensare che sarebbe bello se la scuola iniziasse il 1°ottobre come avvenuto sino al 1976, prima che la legge 517 del 04/08/77 abolisse gli esami di riparazione e stabilisse che l’inizio dell’anno scolastico dovesse cadere in una data compresa fra 10 e il 20 settembre. Ogni anno in questo periodo c’è sempre qualche nostalgico giornalista, blogger o gente comune, che – tra un argomento e l’altro – tira fuori la storia dei bei tempi in cui la scuola… eccetera, eccetera, eccetera. A tal proposito, durante l’estate ha fatto discutere la richiesta del sindaco di Forte dei Marmi che, data la stagione balneare in ribasso sopratutto causa meteo inclemente, proponeva di far iniziare le scuole nella cittadina toscana il 1° ottobre… le vacanze prolungate, dal suo punto di vista, avrebbero fatto piacere agli studenti e sarebbero state un aiuto al turismo. La proposta – non del tutto assurda – presenta comunque la tara del meteo… non prevedibile con assoluta precisione e visto com’è andata la prima settimana settembrina, non so quante presenze avrebbero registrato gli albergatori! Al di là della proposta del sindaco versiliese, far iniziare la scuola secondo la vecchia data, comporterebbe il fatto di posticipare la fine dell’anno scolastico a giugno inoltrato, con il caldo più intenso e gli studenti stanchi. Va tenuto presente, inoltre, che la programmazione scolastica e i programmi ministeriali non sono più quelli del 1974. I programmi sono ampliati e – sotto certi profili – più complessi, sono subentrati nuovi insegnamenti alcuni in sostituzione, altri in aggiunta ai vecchi, sono cambiati i metodi e il carico di lavoro è maggiore ( e purtroppo anche molto, troppo dispersivo). Quindi proporre un ritorno alle origini senza tener conto di questioni di questo tipo non credo sia semplice. Alcuni nostalgici rimpiangono il grembiule uguale per tutti che annullava le stratificazioni sociali e faceva di bambini e ragazzi studenti tutti allo stesso livello, c’è chi rimpiange la cartella con i due quaderni (uno a righe e l’altro a quadretti) e il porta penne con dentro due penne (una rossa e l’altra nera o blu), la matita, la gomma e il temperamatite. La scuola era più semplice ed economica anche per gli ordini superiori, mentre oggi si stima che tra libri e “corredo” per iniziare l’anno scolastico si spendano dai 400 ai 700 euro a studente… una spesa notevole e che rende la scuola meno democratica, specie se si pensa a quelle famiglie con un reddito medio-basso e più figli da mantenere. Pro e contro ce ne sono, in ogni caso, ma – come canta Ligabue – “sarà che il passato ce l’hanno prestato” tendiamo comunque a pensare che stavamo meglio quando pensavamo di stare peggio. 

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