C’era una volta la mezzadria (contratto equo fra conducente e mezzadro in base al quale si dividevano raccolti e utili di un’azienda agricola), oggi c’è Sting (proposta iniqua in base alla quale “concede” di lavorare le sue terre ricavandone tutti gli utili possibili).
Premetto: Sting è un cantautore che mi piace molto e che stimo, prima di cedere a insulti e bestemmie ho fatto qualche ricerca e… no! Non è una bufala. Potrei, quindi, dare via libera a improperi sulla moralità sua e dei suoi avi, ma cerco di mantenermi lucida.
La questione è questa: Sting dietro pagamento – da parte degli interessati – di un “modico” balzello giornaliero di 208 sterline (262 euro), aprirebbe i cancelli della sua tenuta toscana a volenterosi e improvvisati agricoltori “ansiosi” di mettersi alla prova con la vendemmia o con la raccolta delle olive come terapia antistress. La giornata nella tenuta dell’esoso cantautore dovrebbe essere così articolata:
pic nic nei campi (non chiaro se a sacco o incluso nel prezzo);
lezione da parte dei responsabili su come coltivare i campi;
consegna di un cestino per il raccolto;
qualche ora di lavoro;
bicchiere di vino Sangiovese (delle stesse tenute dell’esoso) da acquistare alla modica cifra di € 15, 70… non chiaro se a litro o a bicchiere (le fonti discordano).
Se a qualcuno non fosse chiaro, gli interessati, per avere il privilegio “sublime” di lavorare le terre dell’Esoso saranno tenuti a sborsare 262 euro al giorno. La motivazione fornita è che trascorrere la giornata fra “grappoli succulenti, vini delizioni, verdi colline, il caldo sole dell’autunno, i cipressi” vivendo “l’avventura eccitante della vendemmia secondo la tradizione seguita dagli agricoltori toscani” è terapeutico… sì! TERAPEUTICO PER LE SUE TASCHE!
Ora, voglio capire quale assurdo motivo dovrebbe spingere un X qualsiasi a spendere oltre 250 euro per lavori agricoli da cui non trarrà nessun utile se non la bellezza del paesaggio rurale toscano (tra l’altro fruibile gratuitamente in qualunque contrada della regione). Oltre alla lapalissiana incongruenza che devo pagare per lavorare e non lavorare per essere pagato, mi chiedo chi mai potrebbe essere il fruitore di una simile offerta, in teoria rivolta ai fan. Caro Gordon (al secolo Sting), rifletti… un fan non solo ti ha seguito in giro per concerti, ha acquistato il tuo cd (anche quello che contiene con il remake del remake dei tuoi successi con i Police) e tutto il merchandising possibile, deve pure venire a lavorare per te e pagare per farlo!!! Inoltre, data la congiuntura economica nera (e se non nera, bruna quanto l’orso dell’andamento infelice della Borsa), immagino che un fan con uno stipendio nella media ci rifletterebbe un po’ prima di fare questa cazzata e quindi la tua proposta resterà un capriccio che potranno concedersi abbienti personaggi annoiati in vena di giocare a fare gli agricoltori. Mia madre, donna ingenua, ha giustificato la cosa dicendo che, magari, un fan pur di trascorrere la giornata con lui quei soldi li sborsa e lavora pure… ma perchè credete che lui sarà presente???
E poi, che debba pagare (seppur in formula di pseudo-vacanza/ritiro spirituale per rigenerare la mia psiche) per fare dei lavori che comunque frutteranno un utile a terzi (nella fattispecie Sting che con il suo ultimo tour ha guadagnato 358 milioni di dollari), in un periodo storico-socio-economico non meraviglioso e trovare lavoro è un’impresa… beh, scusate, ma è una cosa che mi fa arrabbiare.
Trovo questo gioco imprenditoriale di guadagno off-limits abominevole e contrario a qualsiasi diritto al lavoro, il principio – in sé per sé – di dover pagare per lavorare e trovo anche che sia un insulto a chi la terra la lavora davvero.

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