Abbandonate le difese, lasciatevi prendere per mano, lasciatevi suggestionare, lasciate che lo sguardo si incanti e la vista si perda dietro ogni singola immagine dell’artista salentina Chiara Fersini. Non cercate sensi, non studiate le icone… sono istantanee dei sogni, istantanee dell’anima che emerge dai suoi recessi e ci parla di desideri e paure, idee e sensazioni, storie e piccole complicazioni.

   Chiara Fersini, in arte Himitsuhana (parola giapponese letteralmente dovrebbe significare fiore – hana – segreto – himitsu), classe 1986, nata sotto il segno dell’Acquario a Casarano (Lecce). Lei stessa racconta sul suo sito che è stata indirizzata all’arte in tenera età, complice l’ambiente familiare e la madre che l’ha invitata a guardare oltre la realtà e a dedicarsi alle arti visive. Il suo percorso di studi si conclude con la laurea specialistica in inglese e giapponese; dopo di ché, parte alla volta del Giappone che segnerà il suo percorso artistico. Sì, perchè proprio in Giappone per gioco inizia a fotografare una sua amica e comprende che non potrà più fare a meno della fotografia. La fotografia non è tecnicismi, Chiara Fersini dichiara di lavorare d’istinto, per lei la fotografia è: «Ciò che connette la realtà alla fantasia». Sentendosi istintivamente protesa più verso la pittura (i suoi artisti preferiti sono Caravaggio e i Preraffaelliti) ha dichiarato che nel suo metodo di lavoro la fotografia non è che il punto di partenza per poter esprimere al meglio la sua personalità poliedrica e le sfaccettature dell’animo umano. 

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Ha al suo attivo pubblicazioni su varie riviste (Vogue, Pink Attitude, etc), vanta numerosi riconoscimenti (fra cui il secondo posto al Premio Internazionale Artgallery) e ha esposto in numerose collettive italiane e internazionali.

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Se non fossero bastate le mie parole a incuriosirvi, in uno splendido articolo apparso su Quaz-Art.it, il giornalista Alessandro De Marco scrive di Chiara Fersini: «Ci dice molto di se questa piccola e fragile artista, ma proprio come lo spazio infinito o come l’essenza del proprio (me) Lei rimane assolutamente sconosciuta ed ignota, celata agli occhi del mondo e forse per questo così affascinante.»… cosa aspettate? 

Lasciate le zavorre del reale e perdetevi in questi (e nei vostri) fiori segreti dell’anima.

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