Non sarò mai grata abbastanza alla penna di Edmond Rostand per avermi regalato Cirano de Bergerac!
Ho scoperto la sua esistenza guardando un programma di Alessandro Baricco e Gabriele Vacis… ho comprato la commedia eroica in cinque atti, ho scoperto la canzone lui dedicata da Francesco Guccini, ho visto tutti i film e rincorso (quando possibile) tutti gli spettacoli teatrali che ha ispirato… “Il mio cuore non ti lasciò mai sola un secondo” confida Cirano in punto di morte alla bella Rossana ancora non del tutto consapevole che Cristiano fosse solo un “bel involucro”… così, per una strano legame, il mio cuore non ha lasciato più sola la sua anima un secondo…
Si può pensare che io vaneggi… e forse, può essere che abbiate ragione… ma la storia di Cirano si è avvinghiata a doppi nodi alla mia anima… sarà che il mio sogno è la scrittura e lui era un sognatore ed uno scrittore; sarà che la sua persona (uso il termine in senso teatrale, drammatrugico) è tornata a intervalli più o meno regolari a far capolino nella mia vita… a mo’ dei corsi e ricorsi storici; sarà che Cirano l’ho letto con il mio (fin’ora!) più grande amore; sarà che Cirano c’era nelle notti a consolarmi e pulire le ferite quando chi ami ti fa male… Ci sono state volte in cui credo di averlo cercato (manco potesse esistere davvero!) nelle persone… per poi rendermi conto che lui è il parto di una fantasia (quella di Rostand) e della mia malinconia…
Cirano è personificazione anzitempo (o forse eterna e quindi senza tempo) di un destino ancora vivo oggi dove la necessità spasmodica del consenso spinge ad innescare quel meccanismo perverso del far credere agli altri ciò che non si è.
Cirano è la ribellione allo status quo di chi detiene il potere nella convinzione di poter piegare sempre, a proprio piacimento, chiunque capiti a tiro; è l’idealista capace di affermare la superiorità del proprio pensiero… perchè potranno avere il suo corpo (e non lo avranno!), ma non i suoi pensieri, i suoi ideali… è per questi che lui si batte e combatte.
Cirano è l’Amore… l’amore vero, quello che ci libera dagli egoismi per il bene di chi amiamo. E Cirano è altruista al punto da sacrificarsi per far felice l’amata Rossana, donando all’uomo che lei ha scelto la bellezza della propria anima. Cirano condensa la propria anima e il proprio amore in parole e le dona a Cristiano affinché possa servirsene per conquistare e farsi amare da Rossana. E lei si lascia conquistare e, inconsapevolmente, amando Cristiano ama anche Cirano che a quel corpo bello, ma vuoto ha offerto la bellezza (oltre che ricchezza) impalpabile della propria interiorità…
Chiudo qui, con quest’osservazione “romantica”… potrei stare per ore a parlare di lui, ma preferisco lasciar la parola a chi meglio di me ha saputo raccontarlo…

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